La religiosità tra gli orti risultanze convegno

Furono campagne vissute quotidianamente dai lavoratori, salariati o indipendenti, e dai signori, che nelle ville suburbane avevano ognuno il proprio “buen ritiro”, ville anche di una certa importanza, con annesse aziende agricole miste (grano, vite, olivo, ortaggi): in queste cornici non poté mancare anche l'elemento religioso, un tempo ben più presente di oggi come sentimento nel quotidiano. Da questo sentimento ecco il numero di cappelle che punteggiarono le campagne sassaresi, a volte edificate ex-novo tra il Seicento e l'Ottocento, altre volte furono riutilizzate antiche chiese medievali, un tempo piccole parrocchiali dei villaggi medievali spopolatisi con il Quattrocento. Il convegno ha visto la partecipazione di tre oratori: l'Arch. Daniela Scudino, funzionario per il territorio di Sassari della Soprintendenza BAPPSAE, ha trattato la chiesa di San Quirico dell'Ebagiara (in corso di restauro da parte della Soprintendenza); chi vi scrive ha trattato la chiesa di Santa Barbara di Molafà e la Casa Su Padru nella regione del Prato comunale; il Dott. Francesco Ledda ha trattato la chiesa di San Michele, un tempo parrocchiale del villaggio medievale  di Murusas. A moderare l'incontro era presente il Dott. Antonio Arcadu, Vice-presidente di Italia Nostra.

Per la chiesa di San Quirico l'Arch. Scudino, avvalendosi della proiezione di immagini scattate prima e durante l'intervento di restauro (non ancora completato), ha ricostruito il passato medievale della struttura chiesastica, originariamente intitolata a San Martino, una delle pochissime romaniche del sassarese, appartenuta ai Cistercensi benedettini di Santa Maria di Paulis, poi divenuta dal Seicento proprietà della nobile famiglia sassarese dei Della Bronda, che riattarono la chiesa e vi eressero un altare dedicato a San Quirico patrono eponimo di don Quirico Della Bronda che mise i capitali per erigere intorno alla chiesa una casa di soggiorno (con magazzini al piano terreno, stanze al superiore) in funzione e servizio alla campagna intorno. L'Arch. Scudino ha illustrato il rifacimento delle coperture e la struttura interna e della chiesa e dell'annessa casa.

Chi vi scrive ha trattato la chiesa di Santa Barbara di Molafà: posta a lato della vecchia strada per Usini e Alghero, la struttura chiesastica forse dovette essere una neviera (magazzino a forma cilindrica, con versatoio dall'alto del tetto) riformata a chiesa intorno al 1820, probabilmente dal Cavalier Michele Delitala, nobile sassarese che tra il 1820 e il 1825 impiantò nella regione di Molafà, assai probabilmente nel casamento annesso alla chiesa in oggetto, dapprima un lavatoio della sanse olearie, poi una fabbrica di sapone quindi una conceria di pelli per la creazione del “marocchino”, pregiata pelle di capra usatissima per la finezza nelle rilegature e in altri ambiti dell'arredamento dell'Ottocento. Per la concia del “marocchino” furono impiegati tre operai provenienti dalla Francia. La fabbrica passò quindi di mano dal Delitala, fallito, al negoziante Valdettaro, di Sassari ma originario forse della Spezia, e continuò a lavorare fino a circa il 1850. La chiesa di Santa Barbara ha un interno a pianta circolare, coperto da calotta con botola al centro (precedente o successiva inserzione?), le pareti hanno paraste in stile Impero, tutte le superfici sono dipinte di un rosso ossido. La Casa Su Padru è una struttura seicentesca, forse antico punto di presidio per il Prato comunale di Sassari (Padru<Pradu<Prato = terreno comunitario per pascolo e sfruttamento agricolo). Il Dott. Francesco Ledda ha trattato la chiesa di San Michele, antica parrocchiale del villaggio medievale di Murusas, estintosi nella seconda metà del Trecento e citato in alcuni condaghi (San Pietro in Silki e San Michele di Salvenor). La chiesa fu riedificata probabilmente nel Quattrocento su un impianto precedente: di ridotte dimensioni, purtroppo è l'emblema di come questo patrimonio architettonico versi in condizioni spesso precarie, per assenza dei proprietari o peggio per incuria voluta. San Michele di Murusas funge ancor oggi da stalla per cavalli, inoltre minaccia ormai il crollo del tetto. Tale problema della conservazione dei Beni Culturali è infatti un punto fermo del programma di Italia Nostra Sezione di Sassari, ha ricordato in chiusura il Dott. Arcadu. Il pubblico ha apprezzato molto e gli interventi saranno trasmessi dall'emittente locale Tele Sassari TV.