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Piano Casa: quali prospettive per il territorio?

Convegno Piano Casa

Volano per l’economia, legge d’emergenza o provvedimento da rivedere completamente? E’ un dibattito interessante e variegato quello che si è prospettato nel corso del convegno dedicato alla recente legge 4 del 23 ottobre 2009 organizzato da Italia Nostra Sassari che ha così aperto la IX edizione della Settimana del Volontariato. L’intuizione della sezione sassarese dell’associazione, guidata da Antonio Cugia,  ha avuto un esito più che positivo riuscendo a coinvolgere nella platea del Palazzo di Città sindaci, assessori, operatori di settore e cittadini che sono intervenuti in vasto numero sui pro e i contro del Piano Casa e sulle sue effettive applicazioni nell’Isola. Dopo il saluto del Presidente della Consulta del Volontariato Giovanni Antonio Maieli, moderati da Antonio Arcadu due significativi rappresentanti  della politica regionale: Antonello Peru del Pdl e Valerio Meloni del Pd. L’onorevole Peru, componente della commissione urbanistica che ha redatto la legge, si è concentrato sui diversi effetti che il provvedimento potrebbe sortire. Si tratta infatti, secondo Peru, “di una legge atta alla riqualificazione e al riordino che farà da volano all’economia isolana. Certamente- ha sottolineato l’onorevole- questo non sarà un provvedimento che risolverà i problemi della Regione Sardegna o dell’Italia ma darà una notevole mano d’aiuto ad uscire dalla psicosi della crisi”.
Il piano casa non va assolutamente inteso, come qualcuno l’ha descritto, come strumento di una politica del cemento ma è piuttosto un prezioso alleato per  il riordino e la riqualificazione delle aree. La legge serve a rimettere in moto l’economia edilizia su un patrimonio esistente e per farlo è fondamentale conoscere e comprendere il nostro territorio”.
Il Piano Casa riguarda- come messo in evidenza dal Dottor  Arcadu- una serie di disposizioni straordinarie che riguardano l’intera nazione e il fatto che in tale occasione se ne discuta proprio a Palazzo di Città, un tempo sede della pubblica municipalità è significativo”.
Valerio Meloni, già assessore all’urbanistica del comune di Sassari, non condivide il principio che sta alle fondamenta della legge in quanto disattende una serie di aspetti che stavano invece alla base delle precedenti disposizioni. Per Meloni sussiste “la necessità di rivedere le vecchie impostazioni attraverso una nuova filosofia del decreto”. L’esempio più adatto è, secondo l’ex assessore comunale, la messa in atto del Puc da parte del comune di Sassari reso possibile seguendo le regole dettate dal Piano Paesaggistico regionale. “Il precedente decreto Urbani- precisa Meloni-  teneva conto del “requisito di sensibilità del territorio” che, al contrario,il Piano Casa non considera. Infatti il provvedimento prevede l’intervento all’interno della fascia costiera dei 300 metri e nelle cosiddette zone A, ovvero quelle facenti parte del patrimonio storico del luogo. Si tratta in sintesi di uno strumento di natura unicamente emergenziale”.
Le due relazioni hanno dato vita a un variegato scambio di opinioni, proposte e domande da parte del pubblico in sala. Ad intervenire assessori comunali, sindaci, imprenditori, agronomi e esperti di economia. Diversi i pareri ma in sintesi unica la proposta finale: è necessaria una legge urbanistica chiara che permetta di riattivare l’economia senza violare l’ambiente e le diverse aree sensibili del territorio. Interessante a tal punto la conclusione del Dottor Giovanni Losavio, Magistrato di Cassazione e già presidente nazionale di Italia Nostra: “La legge del Piano Casa è da considerarsi incostituzionale in quanto va a violare l’articolo 9 della Costituzione Italiana, quello appunto, in cui si parla chiaramente del Primato della Tutela. Italia Nostra- continua Losavio- ha ribadito più volte che il principio fondamentale da rispettare nel momento in cui si mette in atto una trasformazione edilizia è la coerenza con lo disciplina generale del territorio come dettata nel piano regolatore. Invece, il così detto “Piano Casa”, per il limitato periodo di 18 mesi, sospende l’applicazione dei piani regolatori consentendo aumenti di volumi nell’edilizia, vietati dai piani. È così violato il principio fondamentale del governo del territorio: Ogni trasformazione edilizia deve essere prevista negli strumenti urbanistici. E questo principio vincola anche la Regione Sardegna benché a statuto speciale. E la sua legge è perciò incostituzionale. È una legge, peraltro, di non facile lettura che si applica anche nei centri storici (unica tra tutte le Leggi regionali-Piano Casa) - conclude Losavio – e non solo disattende le previsioni dei piani regolatori ma perfino interviene sul vigente piano paesaggistico modificando la relativa disciplina di salvaguardia e mette così a rischio l’integrità di zone anche comprese nella fascia costiera. Ne risulta in conclusione offeso il principio fondamentale dell’Art. 9 della Costituzione che assicura alla tutela del paesaggio la prevalenza su ogni altro interesse.